29lug

Il Parmigiano Reggiano è naturalmente privo di lattosio

Il Parmigiano Reggiano ha innumerevoli doti, molto conosciute in tutto il mondo: la lunga stagionatura, la mancanza di additivi, il gusto inimitabile. Meno conosciuta è una qualità fondamentale per le molte persone che soffrono di allergie o intolleranze: il Parmigiano Reggiano è naturalmente privo di lattosio.

Adesso, grazie a una direttiva del ministero, quest’informazione sarà presente anche in etichetta per consentire al consumatore, che spesso percepisce indistintamente i prodotti lattiero-caseari come una fonte di lattosio, di effettuare delle scelte adatte alle specifiche esigenze individuali.

L’assenza di lattosio nel Parmigiano Reggiano è conseguenza naturale del tipico processo di ottenimento del Parmigiano Reggiano; per essere precisi 100 g di Parmigiano Reggiano contengono meno di 0,01g di galattosio!

 

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20lug

Formaggi da museo

Fondato nel 1977, il Museo Civico Polironiano di San Benedetto Po è uno dei maggiori musei etnografici d’Italia. Con oltre 13.000 oggetti costituisce un importante documento storico e propone un recupero delle testimonianze, materiali e immateriali, specifiche dell’area di riferimento del Museo: la pianura fluviale solcata dal Po, adagiata tra le Prealpi e l’Appennino Tosco-Emiliano. Questa preziosa collezione, che racconta la storia del territorio che ha dato origine a due dei più grandi dop italiani, il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, è ospitato nei suggestivi piani superiori di un complesso monastico millenario.

La prima parte dell’allestimento è dedicata alla cultura materiale e alla società rurale. Un’altra importante collezione è quella degli antichi carri agricoli reggiano–modenesi che si trova nei seminterrati dell’ex infermeria monastica.

Le varie sale, luminose e arricchite da pannelli esplicativi, scandiscono il viaggio nel tempo nel mondo contadino di una volta tramite una successione di temi, fra i quali segnaliamo come particolarmente interessanti:

  •  La coltura dei cereali – Il mais e la polenta: La sezione illustra le fasi di lavorazione del mais e dei cereali coltivati nella zona di riferimento del museo.
  • La stalla e la filiera del latte: la stalla come luogo di ricovero degli animali da lavoro e delle vacche da latte e ambiente attorno al quale ruotano figure importanti nella società rurale: il bergamino e il veterinario.
  • Il formaggio: il lavoro del casaro e la preparazione del formaggio vengono qui illustrati da numerosi oggetti legati principalmente alla produzione di Parmigiano Reggiano e Grana Padano.

E mentre siete in zona, potreste voler fare pochi chilometri e visitare la Latteria Vo Grande, un caseificio della zona che produce Parmigiano Reggiano da sessant’anni.

Maggiori informazioni > Museo Civico Polironiano

Altri #cheeseTrip

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14lug

Parmigiano o Parmessano?

Si va dal “Parmessano” della Colombia al “Reggianto” del Vietnam, al “Parmezza” della Polonia: è davvero un giro del mondo, e soprattutto nel mondo delle imitazioni e delle evocazioni, quello che il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha compiuto nel primo semestre 2016 nell’ambito delle attività di tutela della denominazione della Dop italiana più conosciuta e imitata al mondo.

“Gli interventi che abbiamo messo in atto – spiega il presidente del Consorzio, Alessandro Bezzi – rientrano in quell’attività di contrasto ai falsi che ci vede impegnati da molti anni e che negli ultimi 24 mesi abbiamo rafforzato ulteriormente soprattutto nell’ambito dei paesi extraeuropei. Proprio qui, infatti, non solo si riscontra il maggior numero di quelle che rappresentano autentiche frodi per i consumatori e un danno per i nostri produttori, ma non esistono norme – al contrario di quanto abbiamo ottenuto dalla UE – che impongano alle autorità dei singoli Paesi un intervento drastico e d’ufficio a tutela delle Dop”.

 

Non a caso, dunque, a guidare la classifica dei fasulli richiami alla denominazione “Parmigiano Reggiano” o a proporre immagini del prodotto su confezioni che contengono tutt’altro sono gli Stati Uniti, con cinque interventi di diffida su altrettante società che proponevano salse, formaggi (alcuni contenenti anche cellulose), piatti pronti o confezioni di grattugiato ingannevolmente ispirate al Parmigiano Reggiano.

 

Al secondo posto – a sorpresa – il Vietnam, con tre opposizioni del Consorzio al deposito dei marchi “Reggianto”, “Parmesan” (denominazione in uso esclusivo al Consorzio) e addirittura “Parmigiano Reggiano”, precedute dal nome del produttore.

 

“La mappa dei tentativi di frode – osserva il presidente Bezzi – è larghissima, ma gli interventi di contrasto che continuiamo ad intensificare ci auguriamo rappresentino un deterrente efficace per aziende che si fanno pochi scrupoli nell’uso di denominazioni o diciture ingannevoli sulle confezioni”.

fonte: Consorzio Parmigiano Reggiano

6lug

#cheeseRecipe | Tiramisù alle fragole con crema allo Stracchino e pinoli sabbiati

E chi lo dice che il formaggio è uno sfizio solo salato?

All’interno di un ciclo di lezioni organizzate da Arrigoni Battista in collaborazione con l’AICI – Associazione Insegnanti di Cucina Italiana, sono emerse tantissime idee originali per l’utilizzo in cucina di formaggi quali Gorgonzola, Taleggio, Quartirolo.

La ricetta che vi presentiamo oggi parte dallo stracchino per creare un dolce che soddisfa gli occhi e anche la bocca.

Tutte le ricette del percorso “I formaggi Arrigoni in tour” potete trovarle sul profilo fb di Arrigoni… buon appetito!

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28giu

#cheeseFact: il bufalo

Il latte di bufala è spesso usato in Italia per la caseificazione, e con ottimi risultati. Dal  latte di bufala si ottiene non solo la famosa mozzarella di bufala, ma anche ricotta e yogurt, nonché piccole sorprese intriganti come Piccolo Fiore di Bufala.

Una creatura davvero antica, il bufalo d’acqua è stato un servitore dell’uomo per oltre 5.000 anni. Il bufalo d’acqua domestica è una creatura docile, ideale per l’allevamento. Originari dell’Asia, la razza è stata introdotta in alcune parti dell’Africa e del Vicino Oriente intorno all’anno 600 e portato con il ritorno dei crociati in Europa e notoriamente, in Italia, durante il Medioevo.

Oggi, il bufalo d’acqua vanta una popolazione mondiale di circa 168 milioni e produce tra il 5 e il 15 per cento del latte del mondo.

La selezione della razza in allevamento ha portato ad avere un animale più piccolo del corrispettivo selvatico, più lento, e in generale di carattere molto più trattabile. Questi animali sono intelligenti e gentili, e si mettono docilmente in fila per le loro docce e per la mungitura.

Il latte di bufala è cremoso e liscio, con un bel colore bianco come la neve. Un’analisi di composizione mostra che il latte di bufala è una ricca fonte di ferro, fosforo e vitamina A e che contiene 58 per cento più calcio, il 40 per cento in più proteine, e il 43 per cento meno colesterolo rispetto al latte di mucca. E ‘anche più facile da digerire per le persone con allergia al latte di mucca e ha un sapore più delicato del latte ovino o caprino. Tuttavia, è anche estremamente ricco. Forse il più famoso prodotto è la mozzarella di bufala, ma il latte dell’animale è anche molto adatto alla produzione di burro, gelati e yogurt.

Fonte: Cultura formaggio Mag

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