23giu

Should I stay or should I go: la brexit e il formaggio

Il giorno più lungo per l’Europa. Oggi la Gran Bretagna sceglie se rimanere nell’Unione europea oppure votare per la Brexit e uscire.

Quali sono le prospettive per l’export agroalimentare italiano, se il popolo inglese dovesse scegliere a maggioranza per la Brexit?

“Se vince l’uscita dall’Ue, chi avrà la peggio nell’agroalimentare saranno gli inglesi non noi”, sostiene Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare. Anche in caso di Brexit, secondo Scordamaglia, la domanda di prodotti alimentari italiani non verrà meno e “non va inoltre dimenticato che nel campo delle politiche agricole comunitarie il Regno Unito ha sempre preso molte più risorse di quelle che ha versato”. “E’ probabile che la Gran Bretagna abbia da perdere molto piu’ dell’Italia”, fa eco Coldiretti nel sottolineare che la Gran Bretagna riceve il 7% delle risorse destinate alla politica agricola dall’Unione Europea e si posiziona al sesto posto nella classifica dei maggiori beneficiari, nonostante sia al 13esimo posto come numero di aziende agricole che sono circa 187mila. Sulle eventuali conseguenze della Brexit il presidente dell’Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Giorgio Mercuri dichiara che “è da escludere l’apposizione di dazi, mentre bisognerà fare i conti con l’impatto di eventuali modifiche in merito al riconoscimento delle denominazioni di qualità. Un aspetto chiave per la cooperazione, che è leader in queste produzioni”.

Ma non tutti sono di questa opinione. “Un’uscita della Inghilterra dall’Unione Europea – spiega a Food Claudio Colacurcio, specialist della società di consulenza economica Prometeia – potrebbe avere un impatto su dazi doganali e valore della sterlina verso l’euro. Nel primo caso si assisterebbe, (almeno finché non si è negoziato un nuovo accordo o l’Inghilterra non ha aderito a qualche accordo di libero scambio già esistente, e complementare a quello Ue, ndr) al ritorno dei dazi, ora assenti, che abbiamo stimato all’incirca pari al 5,5% medio del valore dei beni esportati se si considerano tutti settori merceologici. Percentuale che, però, per l’alimentare sarebbe sicuramente più alta e pari anche al 10 per cento”

Source: AnsaFoodweb

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20giu

All’Antica Corte Pallavicina aspettando la rugiada di San Giovanni

Giovedì 23 giugno, alla vigilia di San Giovanni, nel cortile del maniero dell’Antica Corte Pallavicina si terrà una speciale “cena sotto le stelle” con Arie Verdiane, aspettando la famosa rugiada di San Giovanni.

Si comincia con un aperitivo nell’orto giardino con strolghino di culatello, Parmigiano Reggiano, pork grill, cartocci di fritto, spalla cotta calda, focaccia dal nostro forno e altre stuzzicherie direttamente dalla cucina di Corte.

Durante la cena sarà proiettato il film di “Don Camillo e Peppone”

Ad ogni coppia verranno date in omaggio, come da tradizione, 25 noci dell’Antica Corte Pallavicina, con la ricetta del Nocino tradizionale.

La notte di S. Giovanni, il 24 giugno appunto, rientra nelle celebrazioni solstiziali; il nome associatogli deriva dalla religione Cristiana, perche’ secondo il suo calendario liturgico vi si celebra San Giovanni Battista.

In questa festa, secondo un’antica credenza il sole (fuoco) si sposa con la luna (acqua): da qui i riti e gli usi dei falò e della rugiada, presenti nella tradizione contadina e popolare. Non a caso gli attributi di S. Giovanni sono il fuoco e l’acqua, con cui battezzava: una comoda associazione, da parte del cristianesimo, per sovrapporsi alle antiche celebrazioni.

La rugiada della mattina di San Giovanni secondo queste antiche credenze contadine ha il potere di curare, di purificare e di fecondare; inoltre la prima acqua attinta e umettata sugli occhi manteneva la vista buona.

menù e prenotazioni: Antica Corte Pallavicina

 

 

 

 

 

 

 

17giu

Così nasce il Parmigiano Reggiano delle Vacche Rosse

Il mondo del Parmigiano Reggiano delle vacche rosse. Il formaggio più famoso al mondo, prodotto solo con il latte delle bovine di razza Reggiana.


Le origini, la diffusione, il rischio di estinzione, la sapiente riscoperta di un “formadio” dalle origini matildiche davvero unico. Ma non solo: dal lato del consumatore si discute anche l’impiego in cucina e le proprietà alimentari.

In pochi minuti i segreti di mille anni di una storia italiana.

Edito dall’Associazione nazionale allevatori di Razza Reggiana, prodotto dallo Studio Arlotti, con la regia di Silvia Degani.

 

14giu

Il miglior ristorante al mondo? In Italia.

L’Osteria Francescana di Massimo Bottura, che si trova a Modena nel cuore della “food valley” e del comprensorio del Parmigiano Reggiano, è il primo locale italiano a salire in vetta dei “50 Best Restaurant”, la classifica considerata una sorta di Oscar della gastronomia. Era giunta seconda l’anno scorso e terza nel 2013 e 2014

L’”Osteria Francescana” di Modena dello chef Massimo Bottura è stata incoronata come miglior ristorante al mondo nel corso di una cerimonia svoltasi a New York. É La prima volta che un locale italiano ottiene il riconoscimento. L’Osteria Francescana supera così il vincitore dell’anno scorso, lo spagnolo “El celler de Can Roca”, nella speciale graduatoria dei 50 migliori ristoranti al mondo coronando in tal modo la sua scalata al titolo. L’Osteria era giunta seconda l’anno scorso e terza nel 2013 e 2014. E’ il primo ristorante italiano a salire in vetta dei “50 Best Restaurant”, la classifica considerata una sorta di Oscar della gastronomia.

continua a leggere: Repubblica

 

 

8giu

#cheeseQuote: Il trono di formaggi